Il seguito mancante, poesie di Marco Righetti

  

Da Il seguito mancante, ed. Puntoacapo di Marco Righetti

  

  
Le donne fuorigara 
  
non escono sui periodici
si limitano a filare febbraio
   
sono vele ancora pronte al vento
indugiano fra le offese degli anni
  
quando contano caute gli spiccioli
ripassano umanesimo e rinascimento,
brigate e giostre,
separano l’uno dal cento
poi chiudono nella presa
e consegnano tutto,
prezzo e profumo
di quello che è stato.
Cosa resta del passato ?
  
Se le incontri osserva
l’elastico del sorriso,
appare e scompare come loro,
quella che nascondono è gloria
che ha consumato mani,
caldaie di luce,
   
non temere per il tuo egoismo
non ti fermeranno mai
le donne fuorigara
  
loro chiedono solo
il cappotto di giorni ben sotto
le grondaie
  
e appena
uno zerbino alato
davanti la porta.
   

* * *
  

Vicino a un silenzio 
  
Alle sette di pomeriggio, d’agosto,
i cieli di Roma hanno ancora pelle chiara
come se fosse vinta
la tinta rossastra,
quel filo di dolore quotidiano
che lotterà tra poco col sonno
   
scenderà piano la notte
coprirà cupole e ville
asciutta pioggia
sulle estati in vena
sui seni del Tevere
scenderà un lenzuolo di pace
per sfiammare soglie e palazzi
  
e anche il bambino che grida
accetterà sfinito questa memoria uniforme
   
qualcuno dentro ceste d’allegria
violerà il perimetro di un riposo
e in un romanzo farà cantare il selciato.
  
Fluita a valle la piena
soda di ore
Roma parcheggia la sua attesa
rinnova misteri e lapidi,
stagioni appese a mezz’aria,
nella festa,
muta, dei colli.
  

* * *
  

Da: ombelicale, 

parole a mia sempre madre 

  
Prolunga o vezzeggiativo
Marcolino iniziavi così
ma i diminutivi invecchiano
prima o poi
   
intuivi il mio abbandono prossimo
dei nomi fissati
  
mano nella mano faceva unguento
  
le ispezioni nel tuo sguardo prudente
il passi per un avvio promettente…..
  
m’infittivo nel latino fresco
di pittura pagine profumate,
il testo-desco Liotta,
deponevi il registro coi voti
della tua galassia, lucidavo
quell’angolo di mondo remoto
   
ottobre coi suoi ritorni.
  
Inciampando
dopo
nel tuo male
ricominciavi ogni giorno gli anni
con l’umiltà di un’allieva…
   
Impreparati tutti alla prova
mi sosteneva il desiderio
di riaverti madre totale
graziata
da un tempo breve.

  

 righetti 

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Pubblicato su Autori, Poesia italiana, Righetti Marco

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