La carne quando è sola, poesie di Vera Lucia De Oliveira

  

Poesie dal libro La carne quando è sola, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2011, di Vera Lucia De Oliveira.

     

   

quanto era bello il mare azzurro d’estate il vento

fra i corridoi il bianco nelle case illuminate dal sole

poi ho visto le cose sformarsi e mettersi a soffrire

come se si fossero pentite della loro felicità

   

***

   

dalla finestra sentiva il rumore del vento

la vita nel ventre pulsava

i rami sul vetro come unghie

appuntite laceravano la luce

convocavano Dio per vedere

la carne quando è sola

   

***

   

 

aveva una gamba che non ubbidiva più

una gamba malata non lei la gamba

sicché la sua anima era un’maratoneta

la sua anima scorrazzava ovunque

questo era il suo dolore che l’anima

era finita per zoppicare anche a furia

di trascinarsi il corpo come un peso morto

   

***

   

 

camminare nel buio

incespicando a fatica

non si raggiunge l’uscita

non si fa che girare in cerchio

barcollare sui lembi

della stessa ferita

   

***

   

 

il poeta Sandro Penna

girava per le strade alla ricerca di Dio

annusava ogni cosa guardava

era capace di vedere quello

che gli altri non vedevano

che colpa ha avuto alla fine

se Dio aveva deciso di nascondersi

nei corpi di quei poveretti infelici

quell’Ernesto ebreo mandato

a morire ad Auschwitz?

   

***

   

 

da vent’anni si preparava

per la partenza le cose a posto

voleva lasciare giacché tornare

non era ammesso e poi sapeva

solo di uno che era ritornato

per cosa? Cristo a Lazzaro non

aveva regalato la vita eterna

aveva solo posticipato il dolore

di dover rifare le valigie

   

***

   

 

dicevi la poesia è un lampo

la vedi ti acceca questo è il bello

e il brutto che la vorresti sempre

che vorresti quella vita vista

non quella che bisogna vivere

in attesa

   

***

   

 

è una parola è una luce è una nube

che si apre e vedi Dio o vedi te stessa

e vedi nel buio della terra attraversare

una vena e quella è poi la vena che

bisogna toccare se la scossa

è grossa ci rimetti la pelle se la

scossa è grossa ci rimetti te stessa

   

***

   

 

liscia carne

carne di occhi

carne di foglie

vive

carte di mani fragili

carne di carta

carne di segno

carne di sogno che dico (non dico)

quasi uscisse l’anima

dal dito

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Pubblicato su Autori, De Oliveira Vera Lucia, Poesia straniera e traduzioni

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