Poesie di Massimiliano Damaggio

   

   

Poesia odierna

   

Colleghi poeti, chi l’avrebbe detto
che avremmo scritto per non avere voce
che ci saremmo impegnati così a fondo
per ritornare, convinti, al geroglifico?
  
Che avremmo chiacchierato fra te e un tè
allegri carcerati nei nostri circoli illetterari
mentre l’universo è ancora in espansione
e più s’espande e più siamo ininfluenti e petulanti
– affollatissimo gruppo di coliformi?
   
Stamattina, in piazza, si tirano pietre
(colleghi poeti, chi l’avrebbe detto?)
e nessuna di queste è una nostra poesia.

Preghiera

                     

Oggi la poesia deve essere una pietra.
Prendete e scagliatene tutti.
Questa è la mia pietra offerta in dono per voi.
  
Nel breve tragitto fra la mano e l’obbiettivo
una poesia sibila come una corda nel vento.
Beati quelli che ne verranno colpiti.
   
Ma come potrà una poesia, ci chiediamo
pagare la spesa, la luce e la chemioterapia?
Cosa potrà contro lo sportello bancario
contro il mutuo che vien di notte
con le scarpe tutte rotte?
Esatto: cosa potrà
se tu che stendi le lenzuola dei versi
incolonni parole sulla pagina bianca
perché, anche scritta, rimanga bianca
e poi alzi il braccio per scagliare una piuma
o peggio
per chiedere il permesso d’andare a pisciare?
  
***
  
Questa sera passo da piazza Omònia
dove le siringhe conficcate nell’asfalto
splendono come piccole candele votive
nel bagliore del mondo finanziario.
  
Sulla facciata del centro commerciale
una cascata di luci di natale:
lunghe colonne di consumatori
di droga e di beni
s’inginocchiano, pregano e offrono monete.
  
Tu mi dici: “Io ti dico
che la lingua è potente
perché con essa si può dire di tutto.”
Ma lo vedi da te
solo se scrivi SCONTI!
s’affacciano dai palazzi
il telegiornale ne parla.
   
E anche tu mi dici:
“La poesia è come il pane, è di tutti”.
Ma lo vedi da te
oggi il pane
è un’offerta sul volantino.
  
Prendete e compratene tutti
questo è il mio volantino
offerto in offerta per voi.
  
***
   
La pioggia scivola sui cassonetti
scioglie l’immondizia che gocciola
muta
sulle mani di chi ci scava dentro.
   
Guardali, come ti dicevo
non mi sembra raccolgano poesia
non mi sembra che cerchino una pietra
e se la poesia fosse pietra
non potrebbero masticarla.
   
Nello specchio delle pozze
uomini obliqui come pali arrugginiti
malati di fame
siedono da anni sul marciapiede.
   
***
   
Ma quindi, allora, tutto ciò premesso:
che cosa deve essere oggi la poesia?
   
Oggi la poesia deve essere un seme.
Aprite in due i corpi di questi morti
e seminatene tutti
questo è il mio seme che crescerà dentro di voi.
   
Se il chicco di grano, caduto in terra
non muore, rimane solo;
se invece muore, produce molto frutto.
   
Oggi la poesia deve essere una preghiera.
Nient’altro che una preghiera
in forma di pietra
scagliata con la mano.

Gente che beve il caffè davanti al mare

   

Il mare è liquido
l’atmosfera è umida
e la vita evapora
lentamente veloce.
   
Dentro l’acqua salata distinguiamo pesci
che stasera mangeremo al ristorante.
Poi i camerieri getteranno gli avanzi
nei bidoni o nei gatti, e andremo avanti.
   
Metalli, gas, nuvole, sismi:
tutto questo continuerà sempre uguale.
   
Nomi, cognomi, documenti, nipoti:
tutto questo torna a circolare nel ciclo dell’azoto.
   
Mentre il sole si coniuga al passato
guardiamo l’orizzonte liquido
e abbiamo paura.
   
Sembra appurato che anche noi
un giorno
o una notte
raggiungeremo lo stato gassoso
   
ma anche questo
(soprattutto questo)
indica che il sangue
circola nel corpo
e che il corpo non ha un senso
ma è piacevole indossarlo.
   
Tuttavia soprassediamo
e in questo momento
ci coniughiamo nel verbo esistere.
   
Esistere soltanto.
   
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Pubblicato su Autori, Damaggio Massimilano, Poesia italiana
3 comments on “Poesie di Massimiliano Damaggio
  1. loredana ha detto:

    Lucida, disillusa dichiarazione del non-potere della poesia, che pure conserva una qualche valenza positiva. La montaliana “teologia negativa” calata nella difficile ( e “difficile” é un eufemismo) situazione attuale, tratteggiata a 360° in versi amari ma efficacissimi.
    Che cosa può fare oggi il poeta? Continuare a lanciare le sue pietre, partire, tacere, scrivere per se stesso, per gioco…..?

  2. luciannaargentino ha detto:

    Conosco da poco Massimiliano Damaggio ma la sua poesia mi ha colpita subito per delle affinità che vi ho sentito con la mia ma anche per le diversità che sono quelle più stimolanti. Le poesie che vengono qui proposte sono molto belle, molto vere ed esatta è l’analisi che egli fa del senso del fare poesia. Penso che la poesia sì debba essere (anche) una pietra ma certo non per lapidare ma per smuovere le acque stagnanti delle nostre vite e in questa direzione va Massimiliano e tutta la vera poesia. Molto più affine sento l’idea della poesia come seme che cade nelle nostre anime, nei nostri cuori e dove trova il terreno buono e fertile affonda le sue radici e si dirama e cresce e allora sì diventa una grande forza capace di trasformare tutto. Grazie. Un caro saluto.

  3. Vi ringrazio per il passaggio. Un abbraccio

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