Ho aggiunto le coperte, racconto di Lucia Marilena Ingranata

 

   

Ho aggiunto le coperte.

Racconto del 20 ottobe 2005 di Lucia Marilena Ingranata

    

   

Non è la prima notte che dormi fuori casa.

In quasi 27 anni di vita insieme inevitabilmente è successo spesso.

    

Questa però ha una particolarità, da questa notte non tornerai più a dormire qui,

    

Non dovrò più rifare il tuo letto al mattino, né pensare a tenere il frigo pieno per prepararti la cena, addio al borsone di calcio da svuotare rischiando l’asfissia e alle cose da lavare e stirare di corsa.

   

E’ uno strano pensiero il mio, mi sono concentrata sulla praticità delle cose considerando tutti i lati positivi dell’avvenimento e non ho pensato al resto.

   

Alle cene insieme per esempio, a te che prepari un sugo nuovo per la pasta sperimentando ricette fantasiose, ai nostri discorsi pieni di risate per le tue battute perché, come ti ho sempre detto,  hai la stoffa del cabarettista , alla musica giovane e nuova che invade la casa.

A questo e ad altre migliaia di cose legate a te, alla tua presenza.

    

Ma sono  stata io ad insegnarti ad essere libero, e liberamente hai preso la tua decisione.

   

Quando io e te ci siamo conosciuti non avevi ancora un nome, né un volto o una voce, eri un pensiero, anche un po’ scomodo ad esseri sinceri, ho saputo che c’eri una sera in cui dopo una partita di pallavolo in trasferta a Genova tornando a casa ho fatto il test di gravidanza.

Ti avevo già sentito beninteso, le donne le sentono con tutto il corpo queste cose, ma con il test ne ho avuto la certezza.

     

Pensa, la mia squadra ha giocato tutte le ultime partite con un giocatore in più, per questo si vinceva e siamo passate in serie B.

Te lo raccontavo quando eri piccolo, ti dicevo che era merito tuo se vincevamo e se mamma saltava tanto in alto e faceva schiacciate così poderose, eri tu che eri già forte, ancora prima di nascere.

Come eri fiero di te nel sentirtelo dire e quanti sorrisi mi strappavi piccolo uomo forte indipendente e caparbio.

   

Ovviamente non abbiamo più potuto continuare a giocare io e te, avevamo altro da fare ma io non ho mai avuto rimpianti per aver abbandonato la passione di una vita.

   

Il mio unico rimpianto è di avere sbagliato la mia scelta, non avere dato a te e tuo fratello un padre che per i propri figli sia un punto di riferimento.
Mica lo sapevo e non lo sapeva neanche lui a dire il vero, è la vita che spesso inganna e anche l’amore.

    

Da quando siamo rimasti soli sento il peso delle difficoltà che vi ho procurato.

Tu ed io abbiamo avuto anche discussioni al riguardo, mi rimproveri perché mi sento in colpa e di conseguenza divento vulnerabile e reagisco male a certe situazioni.

    

Una volta abbiamo litigato parecchio e dopo tu  mi hai scritto una lettera speciale, una di quelle che tieni per tutta la vita perché ci sono parole  che riescono a lenire le ferite e che ti fanno pensare di non avere poi sbagliato così tanto.

    

Conservo anche un messaggio che mi hai mandato in occasione di un tuo compleanno.

Ti regalai il libro del ”signore degli anelli”  tua grande passione e tu mi scrivesti:

    

“Dove si mandano le cartoline di ringraziamento per la mamma che ci è stata destinata? Grazie è un bellissimo regalo, baci Davide”

    

Sai lo sto passando da un telefono all’altro e ogni tanto lo leggo perché leggo te e il tuo amore e questo per noi mamme è tanto importante.

    

Ora ho preparato un pacchettino colorato che ho messo in uno scatolone di quelli che ti porti via oggi, contiene solo degli strofinacci nuovi, ma è una scusa per farti avere il  biglietto con la poesia che ho scritto oggi per te :

    

Hai stipato in valigia la tua infanzia

per  caricarla meglio sul camion dei traslochi
   

io, pratica e concreta, ho aggiunto le coperte.

Tu non lo sai ma sono le mie braccia

che accoglieranno sempre il tuo riposo

   

ora che lasci da uomo questa casa

che ha troppi piatti per pochi commensali.

     

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Pubblicato su Autori, Ingranata Lucia Marilena, Narrativa

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