SEBASTIAN – il cane arrugginito, racconto di Lucia Marilena Ingranata

 

  

SEBASTIAN – il cane arrugginito

racconto di Lucia Marilena Ingranata

   

1

Non me lo aspettavo più.
Da sei anni vivevo in una gabbia, delle signorine gentili mi portavano da mangiare e, due volte al giorno, mi facevano fare una passeggiata per i bisogni più impellenti.

La mia compagna di cella non era male, solo abbaiava in modo forsennato a chiunque si avvicinasse, credo avesse problemi di relazione con gli umani.
Io no, io stavo zitto.
Non avevo molto da dire e poi a che serve agitarsi tanto.

Qualche settimana fa è arrivata una signora, l’odore mi è piaciuto. Mi ha dato dei biscotti niente male ed io, per ricambiare, mi sono seduto davanti a lei e le ho dato la zampa.
Mi ha accarezzato e sorrideva dicendomi delle cose incomprensibili ma con un tono molto gentile.
Sono ritornato nella gabbia ma a lei ci ho pensato tanto.

E’ tornata, era con un tizio strano dall’odore famigliare, mi hanno fatto entrare in una gabbia piccola che non avevo mai visto, ho fatto un po’ di resistenza, non sai mai cosa aspettarti quando cambiano le cose ma alla fine ho dovuto arrendermi e mi hanno chiuso dentro.
Loro sono saliti in gabbia con me e tutto ha incominciato a muoversi, il tizio mi faceva delle carezze e ogni tanto mi dava un biscottino di quelli buoni.
Sono stato calmo, mai farsi prendere dall’agitazione.

Quando la gabbia si è fermata siamo scesi tutti. Mi hanno lasciato libero……che strano.
Ho cominciato ad annusare e devo dire che di odori ce n’erano proprio tanti, mica facile conoscerli tutti.
Per non sbagliare ho lasciato anche il mio.

Sono passati tanti giorni, ho capito che qui ci starò per molto tempo ma la gabbia in cui vivo ora è grande, c’è tanto prato e alberi e fiori. Posso correre forte e abbaiare. Ho conosciuto i gatti, gli uccelli, le lucertole e la pioggia.
Lei vive quasi sempre nella gabbia insieme a me ma ha una cuccia dove io non posso entrare.

Anch’io ne ho una, è bella ma preferisco dormire davanti alla sua lei ci va quando fa buio dopo avermi salutato

Mi piace aspettare che esca perché mi fa tante carezze e mi parla dolcemente, mi dice che sono bravo e che sono il suo cane arrugginito.
Io non so cosa voglia dire ma mi pare che sia tanto bello esserlo… credo di amarla.

2

In questo posto c’è un sacco da fare.
Devo correre dietro ai gatti, controllare chi arriva al cancello, tenere a bada i cani dei vicini, abbaiare quando sento dei colpi, stare all’erta per sentire quando lei torna….

Ho imparato a riconoscere il rumore di quella gabbia che si muove, lei ci sale ogni mattina e va via dopo avermi salutato, ma adesso lo so che torna sempre.
La vedo quando arriva in fondo alla curva e sono così contento, si sono tanto contento.

Quando scende dalla gabbia mi viene voglia di abbracciarla, e lo faccio ma lei si tira indietro mi pare che succeda qualcosa ai suoi vestiti.
Ma come posso farle capire tutta la mia felicità.
Però ride, la sento che ride e le sue carezze sono così buone.

Questa mattina credo di averla fatta arrabbiare.

Ci sono delle palline rosse e verdi attaccate ad una pianta, lei le guarda tutte le sere e raccoglie quelle rosse, io pensavo di darle una zampa, di aiutarla insomma e così questa mattina mentre lei era ancora nella sua cuccia ho raccolto un po’ di palline, ma all’improvviso ho sentito la sua voce: abbaiava forte!!!

L’ho vista che mi guardava dalla cuccia, era proprio arrabbiata.
Sono andato a coda bassa a nascondermi.
Proprio non capisco, certo forse ho sbagliato ho raccolto anche quelle verdi ma volevo solo aiutarla.
Aspetto che torni questa sera, speriamo che le sia passata.

3

Oggi mi sento agitato, ci sono state delle visite.

Questa mattina lei era nella cuccia, ho capito che questo è il giorno in cui sta di più con me, lo capisco dalla gabbia con le ruote che resta ferma anche quando il sole è alto.

Comunque, lei era nella cuccia e io contento mi scaldavo al sole quando ho visto arrivare una gabbia estranea che si è fermata davanti al cancello, mi sono sentito rimescolare.

Io quei due sulla gabbia li avevo già visti, hanno un odore che non si dimentica.
Ho abbaiato forte, lei è uscita, ha detto qualcosa e si è avvicinata al cancello io cercavo di farle capire di non aprire di non farli entrare ma non mi ha dato ascolto, anzi era gentile con loro.

Sono entrati, e ho dimostrato tutto il mio disappunto, lei mi teneva per il collare, non capiva che doveva farli uscire e basta.

Hanno guardato dappertutto, soprattutto la mia cuccia, io ho continuato a leccarla a starle addosso, a farle capire di stare attenta che non doveva farmi andare via con loro o sarebbe stata la fine.

Ma lei è proprio furba… sorridendo li ha fatti uscire , e io sono rimasto, sono rimasto con lei.

Poi mi ha detto una cosa, che non capito tanto bene, parlava di firmare perché io potessi stare con lei per sempre, io voglio firmare di sicuro, speriamo che mi insegni presto.

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Pubblicato su Autori, Ingranata Lucia Marilena, Narrativa

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