Dicono di…. Valeria Serofilli

   

   

Antonio Spagnuolo

VALERIA SEROFILLI : “Dai tempi” – ed. puntoacapo – 2013 – s.i.p. L’abbraccio della memoria percorre la parabola in un vortice abilmente colorato , sia per le metafore che si avvicendano pagina dopo pagina , sia per le allusioni che stringono nelle apparenze della vita quotidiana. Il ritmo della Serofilli ripete nel tempo quel lievito che ogni sguardo dovrebbe accettare come musica del verso, interrotto dal segno , impastato di novità. Lo smarrimento palesa il filo della ricerca in un gioco elegiaco che riesce a ricucire tempi diversi e interrogazioni amalgamate. La narrazione è sospesa al fiato corto della lettura, in una scarnificazione che mette in rilievo il valore logico e riconosciuto delle immersioni fenomenicamente immaginate. Le pulsioni si giocano fra testimonianze inaspettate, rivelazioni quasi sempre fulminanti, e la disparità delle frequenze scommesse non cerca l’aria per respirare ma è l’aria da respirare, anche se la cometa è appesa a un filo e difficilmente riuscirà a coinvolgerci. Attraverso una forma vaga di diario il sogno viene vissuto come passato / presente attualizzato ed i preziosi frammenti sparsi come un mosaico , come memoria involontaria, sono spontanee illuminazioni che sorgono dall’inconscio attraverso la via dei sensi. Cardine di una operazione letteraria , svolta con passione radicata , è la misura equilibrata in relazione agli elementi della retorica e del proporsi, una continua tensione a livello linguistico, nella quale l’autrice tende a richiamare canoni tradizionali fusi nella sperimentazione del riflesso alle distinzioni.

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Rosanna Di Iorio

Scrittura piana che comunica con facilità e naturalezza, senza lo schermo di orpelli, il mondo interiore della Poetessa dove si rivela tutta la sua poeticità. Essenza di pensieri fragranti di realtà che rispecchia una saggezza esistenziale, consapevolmente scelta e vissuta, e offre motivi di riflessione abile a risvegliare coscienze in una società orientata all’indifferenza.

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Maria Pia Quintavalla

Riconosco nei sensi femminili, tra sapienziali e leggeri, l’effusione lirica che Valeria vuole trasmetterci, e pure nella diversità di strumenti,Lei ci suona una suo madrigale amoroso: con distacco, se in terza persona o in prima dal tono fiabato. La prima poesia ha un respiro lungo e pieno di fascinazioni interne.

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Luigi Blasucci

Pisa, 12 Dicembre 2008

Gentile Serofilli,

Lettere aperte all’Autrice (…)

ho apprezzato subito la sua vitalità espressiva che è un tratto comune sia al versante lirico che a quello satirico. Tra queste sue due vocazioni, confesso di preferire la seconda, includendovi però anche ciò che non è propriamente satirico, ma arguto, scattante. Tra “Gli ulivi abbacinavano il sentiero” e “Quell’imperfezione in più / ti rende perfetto” lei dunque ora sa che cosa preferisco. Si liberi dai residui di lirismo scontato, compresi gli endecasillabi: proprio come nella seconda delle poesie ricordate, che non è per fortuna un’eccezione. Dunque congratulazioni.

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